UOMINI, CRISTIANI, FRANCESCANI IN ORIENTE: il Giappone – I° parte

Pace a voi care lettrici e cari lettori, il nostro viaggio prosegue andando in Giappone, paese del “Sol Levante” come espresso negli ideogrammi che lo compongono: sole, crescere: 日本 Nihon!

Questo però porta la persona ad avere pochi spazi di espressione creativa e a sentire una forte pressione sociale. Se da un lato esso è tra gli stati più sicuri al mondo, dall’altro le relazioni profonde faticano ad instaurarsi e l’elevata tecnologia offre una via di fuga alla fatica relazionale. Infatti vi sono gravi problemi sociali: un elevato tasso di suicidi e la realtà degli hikikomori, individui che si chiudono in casa. È inoltre una nazione refrattaria alle ingerenze esterne e ciò alimenta un forte senso di appartenenza.

Siamo partiti dalla Terra Santa, luogo guardato con occhi speciali dall’uomo e da Dio e siamo proseguiti con la Cina, in cui il Vangelo si comunica con una vita semplice. Ora giungiamo in Giappone, con la sua affascinante cultura e che dal punto di vista economico e commerciale è tra i paesi più influenti al mondo. La popolazione è molto ligia al dovere, super organizzata e con un livello di efficienza elevato.

La religione maggioritaria è lo Shintoismo con le sue devozioni e riti specifici, in cui l’aspetto della “Relazione” con un Altro non è la caratteristica peculiare, come invece lo è per la fede Cristiana. Quest’ultima è arrivata nel 1549 con Francesco Saverio e all’oggi conta una presenza del solo 2%. Da subito è stata vittima di violente persecuzioni ma ha continuato a sopravvivere segretamente ritornando alla libertà di espressione nel XIX secolo.

Ci chiediamo: cosa può fare un Cristiano in un tale contesto così evoluto e rispettoso ma al contempo resistente a tutto ciò che non “appartiene” alla propria isola? E nel tuo vivere dignitoso, ti sembra di sentire comunque il bisogno ed il desiderio di una costante “Relazione” che renda sensato il vivere?

Risponderemo a queste domande prossimamente…!

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