“Non ho tempo per pregare”. È la frase che più spesso ci diciamo. Ma forse il problema
non è il tempo, è come lo guardiamo.
Un cambio di prospettiva
Immagina di ricevere ogni giorno 86.400€ da spendere, con due condizioni:
• Devi usarli tutti entro mezzanotte
• Non puoi conservarne per domani Cosa faresti?
Ogni giorno riceviamo esattamente 86.400 secondi. Come li spendiamo?
La verità sul tempo
Il tempo non è qualcosa da “trovare”, ma da “vivere”. Quando diciamo “non ho tempo per
pregare”, in realtà stiamo dicendo “la preghiera non è una priorità”. Ed è qui che dobbiamo
fare una scelta.
La preghiera non è un’app
Nel nostro mondo multitasking, trattiamo spesso la preghiera come un’altra app da aprire
quando abbiamo un momento. Ma la preghiera è più come il sistema operativo: dovrebbe
essere ciò che fa funzionare tutto il resto.
Come cambiare approccio:
Invece di “trovare tempo”, impara a:
• Vivere il presente con consapevolezza
• Trasformare i momenti di attesa in spazi di ascolto
• Lasciare che la Parola attraversi la tua giornata
La preghiera dei momenti “inutili”
Ogni giornata ha i suoi “tempi morti”:
• In coda al supermercato
• In attesa del bus
• Durante il tragitto in metro
• Prima di addormentarsi
Questi non sono momenti persi, sono opportunità di ascolto.
Come trasformarli:
Nell’attesa:
Respira consapevolmente
Ricorda una parola del Vangelo
Osserva con attenzione ciò che ti circonda
In viaggio:
Spegni la musica per qualche minuto
Nota il ritmo dei tuoi passi
Lascia che diventi preghiera
Nelle pause:
Fai silenzio interiore
Ascolta la Presenza
Accogli ciò che emerge
La preghiera come ritmo, non come evento
Al risveglio (30 secondi):
• Prima di guardare il telefono
• Un respiro profondo
• Una parola di gratitudine
• Un versetto del Vangelo da portare con te
Durante il giorno (micro-pause di 1 minuto):
• Prima di ogni pasto
• Quando ti lavi le mani
• Quando sali le scale
• Prima di ogni riunione importante
Prima di dormire (2 minuti):
• Spegni gli schermi
• Respira lentamente
• Rivedi la giornata nella gratitudine
• Affida la notte
L’importanza dell’ancoraggio
Scegli “ancore” quotidiane per la preghiera:
• Il primo caffè del mattino
• Il tragitto verso il lavoro
• La pausa pranzo
• Il ritorno a casa
Associa ogni momento a un tipo di preghiera:
• Gratitudine
• Ascolto della Parola
• Intercessione
• Affidamento
La Parola nella fretta
Come mantenere il contatto con la Parola in una vita frenetica:
Al mattino:
Leggi un breve versetto
Scrivilo sul telefono
Mettilo come sfondo
Durante il giorno:
Torna a quella Parola nei momenti liberi
Lascia che illumini ciò che vivi
Nota come cambia il tuo sguardo
La sera:
Rileggi lo stesso versetto
Nota come ha “lavorato” in te
Lascia che ti accompagni nel sonno
Quando anche 5 minuti sembrano troppi
Ricorda:
• La qualità vale più della quantità
• Un minuto di presenza vale più di un’ora di distrazione
• L’importante è la fedeltà, non la durata
Preghiere “lampo”:
• Gesù, confido in te
• Spirito Santo, guidami
• “Padre, nelle tue mani”
Challenge della settimana
Scegli uno di questi esperimenti:
La preghiera delle ore:
Imposta 3 sveglie sul telefono
A ogni sveglia, fermati 30 secondi
Ascolta in silenzio
Torna alle tue attività
La preghiera dei passi:
Scegli un tragitto quotidiano
Cammina in silenzio
Lascia che i passi diventino preghiera
La preghiera del telefono:
Prima di ogni chiamata importante
Un respiro profondo
Una parola di affidamento
Poi rispondi
Una verità liberante
La preghiera non è qualcosa da “fare” ma un modo di “essere”. Non richiede tempi
speciali, ma presenza reale. Non chiede perfezione, ma fedeltà.
Suggerimento finale
Inizia ora. Non aspettare il momento perfetto. Questi 5 minuti che hai usato per leggere
questo articolo potevano essere preghiera. E forse lo sono stati.
PS: Se pensi di non avere tempo per pregare, prova a chiederti: quanto tempo passo sui
social? A volte non è questione di trovare tempo, ma di scegliere come usarlo.